sabato 9 agosto 2014

F.LLA DEL GHIACCIAIO SULL'ANTEALO (2585 m.) E MONTE SORAPIS (3205 m.)

Sabato 2 agosto e domenica 3 agosto, undici soci CAI hanno sfidato le avverse condizioni meteo del fine settimana, salendo alla forcella del Ghiacciaio sull'Antelao partendo da Praciadelan in Val d'Oten. Per poi scendere lungo la ferrata che lambisce il ghiacciaio Alto e Basso dell'Antelao e rientrare al rifugio Galassi, imbattendosi in bizzarri rovesci d'acqua ghiacciata, circondati da nebbie insistenti. 


Dal rifugio Galassi trasferimento al rifugio San Marco in compagnia di un altro acquazzone, compensato però, a oramai tarda sera, da un'apertura sul Monte Pelmo e Croda da Lago, attorniati da una soffusa luce di tramonto. Ed ecco d'incanto comparire davanti a noi la struttura del rifugio, luogo atteso per un riparo, un pasto caldo e una cuccetta dove stendersi per recuperare un pò di energie, per la giornata che ci attenderà domani.
Un temporale notturno interrompe il nostro sonno, ma la luce della prima ora mattutina e dei timidi raggi di sole irradiano le cime dell'Antelao, del Pelmo ed altre in lontananza ci rincuorano per portare a compimento il programma prefissato: salita al Monte Sorapis (m. 3205). Si parte decisi, sotto il carico opprimente dei nostri zaini e senza soste intermedie approdiamo al bivacco Slapater a quota 2600 m.; alla base del cadin di Fond di Rusecco alleggeriamo gli zaini dai materiali ed effetti personali inutili, li recupereremo al ritorno. Si riparte in direzione dell'attacco alla via comune per la Cima del Sorapis, superando da subito un lungo nevaio e un ghiaione. All'attacco roccioso della via si sale lungo cenge in parte ghiaiose, si supera un canale roccioso con un passaggio di A 3°+, incontriamo altri nevai più esposti da superare con l'ausilio della corda fissa ed eccoci all'agognata cima. Il tempo è dalla nostra, c'è uno squarcio di cielo azzurro sopra di noi e il sole ci riscalda. Facciamo delle foto di rito, poniamo la firma sul libro di vetta, siamo i primi nell'anno 2014 a raggiungere questa cima!!
Ora bisogna tornare, in quanto le previsioni meteo prevedono temporali nel pomeriggio e con la dovuta attenzione scendiamo alla base dello zoccolo roccioso superando un terreno molto delicato e insidioso, e poi giù per il ghiaione e nevaio a recuperare il materiale lasciato sotto un masso; una breve pausa e giù  ad imboccare la Valle di San Vito per giungere al suo termine alle h. 18,30 a Palù San Marco in Val d'Ansiei, stanchi ma soddisfatti dell'itinerario e della meta raggiunta. 







giovedì 12 giugno 2014

A RICORDO DELL'AMICO FRANCO BARBIERI

A maggio se ne è andato un carissimo amico, socio della Sezione,  il fattivo Franco Barbieri, prodigo nell'intraprendere nuove iniziative sui monti del Comelico. Lui di origini padovane, un gran dottore si suol dire......, ha saputo con maestria entrare nell'ambiente comeliano e sappadino, ottenendo dai locali piena fiducia e collaborazione.
A lui si deve il ripristino del sentiero n. 193 sul Monte Carro e il collegamento alla Valle delle Forcellette attraverso la Cima Mezzana e forcella Mezzana, non per orgoglio personale ma per l'ambiente che l'itinerario andava ad interessare, mettendo a disposizione degli escursionisti un patrimonio naturale di notevole grandezza. E poi le croci sulle cime principali, i piccoli capitelli votivi che occupavano cime inferiori del Comelico, ma rassicuranti per chi metteva piede su quella cima e inclini ad una riflessione interiore di ringraziamento a quanta bellezza il creato ci donava.
Oltre che escursionista è stato un buon ciclista e bikers, riscoprendo itinerari nuovi raggruppati in una guida da lui ideata.
Nella Sezione fu un trascinatore per la manutenzione dei sentieri alpini, fornitore in più riprese dei libri di vetta e dei bivacchi, di materiale per la segnaletica.
Per la lunga malattia sempre più di rado partecipava ai nostri incontri, ma era solito annunciarsi in occasione delle aperture di inizio stagione o alla castagnata di fine stagione ad ottobre. Infatti non vedendolo a quell'incontro conviviale, io ed Ivo ci siamo guardati negli occhi e, subito abbiamo pensato ad un peggioramento della sua malattia che non gli avrebbe permesso di trascorrere quel giorno felice tra gli amici e le sue montagne.
Lo ricordo ad una cena sociale di qualche anno fa, raggiante e commosso nel momento in cui gli veniva consegnato il distintivo venticinquennale.
Grazie Franco, maestro di vita, te ne saremo infinitamente grati.

Giancarlo Zonta, presidente della Sezione

lunedì 19 maggio 2014

24/25 MAGGIO 2014 - GIORNATA DEL SENTIERO

I coordinatori per la "giornata del sentiero" sono i soci Albino De Bernardin (333.3903916) e Ivo Zandonella (334.6546354).
Il sentiero oggetto dell'intervento è il n. 158 che dal Ponte Cordevole, località Camping Val Visdende, sale verso il col Curié.
Si invitano i soci che desiderano collaborare nell'attività di manutenzione ordinaria, nei giorni 24 e 25 maggio p.v., a farsi trovare nei pressi del Camping Val Visdende alle ore 7.00, muniti di guanti, piccone e qualche roncola.
Si conglia di prendere contatti con i coordinatori.

N.B.: Abbiamo necessità che i volontari siano numerosi, anche per programmare altri interventi, alla luce di quanto avvenuto quest'inverno: il peso della neve ha fatto cadere diverse piante e tanti sentieri sono impraticabili.








                                                                                   Il Direttivo

martedì 13 maggio 2014


Voglio ringraziare Roberto De Martin, presidente del Trento Film Festival,
e Giancarlo Zonta, presidente della sezione CAI Val Comelico, per avermi invitato
al Trento Film Festival, nelle giornate del 1 e 2 Maggio scorsi, consentendomi 
la visione di tanti film interessanti fra cui quello in anteprima mondiale, 
“Change” di Petr Pavlicek con Adam Ondra che ho conosciuto personalmente.
 Adam alla fine della proiezione ha risposto alle domande del pubblico che stupito 
ha seguito sullo schermo le sue acrobazie per arrampicarsi nella grotta norvegese: 
un ragazzo giovane, ottimista e ben cosciente dei limiti e dei rischi che la sua 
attività sportiva comporta.Adam Ondra ha abbattuto le regole della fisica e si è 
arrampicato su un 9b+ lungo la via Change aperta da lui, nella grotta di 
Hanshellern - Flatanger in Norvegia. Un risultato raggiunto dopo settimane 
di tentativi ed anni di allenamento, infatti Adam è un nome molto conosciuto 
nell'ambiente dell'arrampicata. La determinazione e i sacrifici di questo giovane 
sono raccontati nel film documentario “Change” del regista Petr Pavlieck, 
proiettato in prima assoluta al 62° Trento Film Festival. Un documentario intenso 
che percorre la storia di questa via d'arrampicata attraverso gli occhi, e i muscoli, 
del giovane ceco impegnato non solo a superare i suoi limiti, ma anche quelli 
dell'arrampicata. La Norvegia è l'altra protagonista del documentario con le sue 
falesie e le sue grotte immerse nella natura selvaggia: posti paradisiaci per gli 
arrampicatori e non ancora esplorati. 

Michele Casanova Crepuz

Per vedere il video di Adam Ondra e della prima libera della sua via Change 9b+ nella grotta di a Hanshellern - Flatanger in Norvegia cliccare a questo link:

http://www.planetmountain.com/webtv/ita/scheda.php?idFilm=351&bck=1 



mercoledì 7 maggio 2014

ESCURSIONI DELLA SETTIMANA NAZIONALE IN VAL COMELICO

Il 29 giugno 2014 - COSTA DELLA SPINA

L'attraversata segue per gran parte la linea di cresta della Spina, da prima toccando il Monte Spina 1967 m., il Col Rosson 2305 m., il Col della Crodata 2310 m. ed infine la sella del Quaternà 2379 m. con la salita al Col Quaternà 2503 m., le cui rocce dalle caratteristiche laviche testimoniano che il Quaternà è quanto resta di un vulcano. La Costa della Spina e il Col Quaternà sono stati dei veri capisaldi italiani durante la 1^ Guerra Mondiale e sul terreno sono ancora evidenti tracce di trincee, camminamenti e postazioni. Ora si dà inizio al ritorno lungo i sentieri CAI n. 173 e n. 149 per giungere alle casere Rinfreddo e Coltrondo, percorrendo una comoda carrareccia, per poi proseguire in direzione di Passo Monte Croce Comelico, passando in prossimità del lago dei Rospi a 1726 m..
L'ambiente che si attraversa è un alpeggio d'alta quota, disseminato di piccoli laghetti naturali. Il percorso molto aereo ci offre un panorama a 360°, a occidente scorre la catena dolomitica del gruppo del Popera, dall'effimera Cima Aiarnola, alle più note Croda da Campo, Croda da Tacco, Cima Padola, Punta Anna, Cima Ambata, Cima Bagni, Campanili di Popera, Cima Popera e al poderoso Monte Popera, Cima Undici, terminando con la Croda Rossa di Sesto (versante comelicese). Oltre si possono ammirare il gruppo Tre Scarperi e la Croda dei Baranci di San Candido. A oriente, sul versante della Val Digon, corre la Cresta Carnica di confine con l'Austria, con i gruppi rocciosi del Cavallino, della Pitturina, del Palombino e della Crode dei Longerin. A sud il Comelico viene chiuso dai gruppi montuosi delle Terze e dei Brentoni.
Partenza/Arrivo: Casamazzagno loc. San Leonardo - Passo Monte Croce Comelico
Tempo percorrenza: ore 7.00 circa
Dislivello: + 1200 m.
Difficoltà: E
Accompagnatore: AE Giancarlo Zonta
Ritrovo: fermata autobus di Dosoledo ore 8.00


Il 3 luglio 2014 - CRODE DEI LONGERIN

Dalla forcella Zovo parte un interessante sentiero che dopo un salto di roccia conduce ad una piccola valletta, meta di alpeggio estivo di manze. La valle che inizialmente è stretta si apre a ventaglio offrendo una spettacolare visione alle crode dei Longerin. Fino ai primi del 1900 vi erano qui diversi "Cadon", piccoli ricoveri di pastori che salivano nel periodo estivo a falciare quel poco di erba che poteva offrire l'altitudine del luogo. A forcella Longerin 2044 m. ci si immette su segnavia CAI n. 195 per raggiungere la Cima Sud dei Longerin 2523 m.. Oltre alla panoramica sulla Val Visdende con il Monte Peralba al centro della corona di montagne, si possono ammirare il Monte Schiaron, il Monte Palombino, il Monte Rinaldo e in lontananza il gruppo del Popera, delle Marmarole, degli Spalti di Toro e qui molte altre montagne fanno da cornice al paesaggio. La discesa si effettua per la stessa via  di salita fino all'inizio dell'anfiteatro dove per sentiero CAI n. 169 si scende nella Val di Londo passando per l'omonima malga e per strada forestale si arriva al bivio Ciadon.
La Val Vissada per la sua posizione, durante il primo conflitto mondiale ospitava numerosi baraccamenti e movimenti di truppe. Lungo la via di salita a perenne ricordo ne è testimone una lapide dove nella primavera
del 1917 venivano sepolti numerosi soldati periti sotto un'immensa valanga.
Partenza/Arrivo: rifugio forcella Zovo 1602 m- Bivio Ciadon
Tempo di percorrenza: 5 - 6 ore
Dislivello: + 930 m.
Difficoltà: EE
Accompagnatore: AE Ivo Zandonella
Ritrovo: fermata autobus a S.Stefano di Cadore ore 7.30


Il 4 luglio 2014 - CRESTON POPERA

Dal rifugio Lunelli si sale la strada militare fino a forcella Pian della Biscia 1942 m., attraversando inizialmente una zona boschiva e successivamente prativa, quindi ci si immette sul segnavia CAI n. 124 che attraversa verso ovest una breve mugheta, per poi tagliare diagonalmente su cengia rocciosa la base del Creston Popera. Risalito un erto canale si perviene all'ex rifugio Olivo Sala 2049 m., già comando militare in Vallon Popera durante la Grande Guerra.
Nei pressi del manufatto c'è un belvedere osservatorio, sul versante del Vallon Popera che si apre ad anfiteatro, dal quale si possono ammirare le cime principali del gruppo del Popera che furono teatro di combattimenti durante il primo conflitto mondiale: il Monte Popera, la Cima Undici, il Passo della Sentinella e la Croda Rossa e via via: forcelle, torrioni e torri presidiate dai militari in guerra.
Ora si risale il Creston Popera lungo itinerari dei soldati italiani, incontrando trincee, camminamenti, postazioni e gallerie di avvistamento in parte riattate per giungere alla Croda Sora i Colesei 2371 m., il punto più alto /dell'escursione, con una vista sulle esuberanti foreste e pascoli della Val Padola e sulla Val Pusteria. Da qui si scende nell'attigua forcella Popera per poi discendere all'interno del Vallon Popera e raggiungerne il centro, dove nevi perenni alimentano il laghetto Popera a quota 2142 m.. Si scende il vallone su segnavia CAI n. 101 fino al rifugio A. Berti e a Selvapiana, ritornando al rifugio Lunelli.
Partenza/Arrivo: Selvapiana - Rif. I.Lunelli 1568 m.
Tempo di percorrenza: 5.00 ore
Dislivello: +850 m.
Difficoltà: EE 
Accompagnatore: AE Giancarlo Zonta
Ritrovo: fermata autobus in piazza a Padola ore 8.00


Per informazioni sugli itinerari contattare direttamente gli accompagnatori: Giancarlo Zonta 349.6624627 e Ivo Zandonella 334.6546354 o per email all'indirizzo: caicomelico@tiscali.it, g.zonta1@tin.it e ivo.zandonella@libero.it


domenica 23 marzo 2014

Oggetto: Convocazione assemblea ordinaria


Su conforme decisione del Consiglio Direttivo Sezionale i Soci sono convocati Sabato 29 marzo 2014 presso la sede sociale di Casamazzagno in Assemblea Ordinaria, alle ore 15.30 in prima convocazione (metà degli iscritti), alle ore 16.30 in seconda convocazione (qualunque numero dei presenti).

Sarà trattato il seguente ordine del giorno:

1. Nomina del Presidente dell'Assemblea

2. Nomina degli scrutatori

3. Votazione per il rinnovo dei revisori dei conti

4. Relazione del Presidente sull'attività 2013

5. Relazioni di settore

6. Relazione finanziaria e approvazione del Conto Consultivo del 2013 (allegato)

7. Proposta di Bilancio Preventivo 2014 ed attività di programma

8. Varie ed eventuali


sabato 12 ottobre 2013

TRA MARE E MONTI DELLE ISOLE DEL QUARNERO (CROAZIA)



Arrivo al porto di Lussino Piccolo

Il 14 settembre alle h. 5,30 una comitiva di persone, ventisei per la precisione, sono partite a bordo di un pullman alla volta di Trieste, poi in Slovenia e infine in Croazia, per raggiungere Brestova, passando per la perla della costa del Quarnero Abbazia, tutta immersa nel verde di tipo mediterraneo. A Brestova imbarco sul traghetto per raggiungere l'isola di Cherso,  intanto il sole sbuca tra le nubi e questo ci rallegra, si attraversa tutta l'isola lungo una strada tortuosa, con fermata a Cherso, capoluogo dell'isola, turisticamente carina, con il porticciolo da diporto con delle belle barche ormeggiate, pulita, con gli edifici ben tenuti e turisticamente frequentata. Raggiungiamo Lussino Piccolo verso le h. 15,00, la temperatura è veramente gradevole, il mare luccica riflettendo il sole del primo pomeriggio, prendiamo possesso delle stanze in un hotel all'interno di una pineta a due passi dal mare. Chi fa un piccolo pisolino, chi va a fare il bagno in mare per smaltire il viaggio. Alle h. 16,30 appuntamento nella hall dell'hotel per raggiungere il molo a piedi e imbarcarci su un vecchio peschereccio per un tour lungo la costa, quale benvenuto da parte dell'hotel,  con cicerone a bordo che ci illustrava ogni ansa, approdo e storia dell'isola. Rientriamo approdando sulla banchina del porto di Lussino Piccolo, un grazioso centro turistico di mare e raggiungiamo a piedi l'hotel attraverso la pineta e il lungo mare, con l'ultimo sole all'orizzonte. Alle h. 20,30 ci si accomoda in sala da pranzo per la cena. La serata termina con una gradevole passeggiata sul lungo mare. L'indomani ci attende l'escursione sul monte Osorscica, ben cinque ore di cammino,  con 600 m. circa di dislivello. Le previsioni non sono delle migliori. Dopo una ricca colazione, raggiungiamo con dei mini bus il luogo di partenza di Nerezine, già lungo il tragitto inizia a piovere, la nostra meta è coperta da minacciosi nuvoloni e piove in lontananza nei bracci di mare tra le isole, ci incamminiamo lo stesso. Il sentiero è reso scivoloso dalla pioggia, si cammina su lastre di pietra, ma non piove, anzi i nuvoli si disperdono, si gode anche un bel panorama man mano che ci alziamo. L'aria è  pregna di umidità, si  trasuda facilmente, il nostro olfatto si riempie di aromi di piante e erbe selvatiche, in particolare la salvia e la maggiorana. Raggiungiamo l'alto crinale dove è situata una antica chiesetta e già i primi raggi di sole trapassano le nubi, regalandoci un belvedere tra mare e cielo. Si raggiunge la cima Sveti Mikul lungo la cresta e poi una lunga discesa fino al paesino di Ossero, fine del trekking. Ora ci attende un delizioso pranzo a base di pesce, d'altrode ci troviamo in un paesino di pescatori. Si rientra riprendendo nuovamente il traghetto che ci porta sull'isola di Veglia e attraversato il grande ponte ad arco si raggiunge la terra ferma sulla costa orientale a sud di Fiume, dando inizio al rientro verso l'Italia.
Il gruppo rientra dal tour
E' stato un bel fine settimana, con plausi da ogni dove per l'organizzazione della gita, in particolare a Milvia che ha voluto farci conoscere una parte della sua terra, la più bella.      
da imbarco a Brestova per isola di Cherso




Porticciolo di Cherso



Ultimo sole sulla costa occidentale di Lussino


Isola di Lussino dal crinale


Il gruppo al rifugio Osorscica
Si rientra a Ossero